Come gestire l’inventario di magazzino in Excel

Francesca Galli
Guida di Francesca Galli · 8 min di lettura

Sapere con esattezza cosa hai in magazzino, e in che quantità, è uno di quei dati che fanno la differenza tra un’attività gestita bene e una che naviga a vista. Ordini doppi, scaffali vuoti al momento sbagliato, capitale fermo in scorte che nessuno comprerà: quasi tutti questi problemi nascono da un inventario tenuto male. Nella mia esperienza, le piccole imprese non hanno bisogno di un gestionale costoso per partire: hanno bisogno di un foglio Excel ordinato e dell’abitudine di registrare ogni carico e ogni scarico. Il resto lo fanno cinque o sei formule.

In questa guida ti mostro come costruisco un inventario in Excel quando seguo un’azienda: una tabella che calcola da sola la giacenza, ti avvisa quando un articolo scende sotto la scorta minima e ti dice in ogni momento quanto vale il magazzino. Niente software gestionale, niente abbonamenti: solo un file che apri al mattino e che ti dice cosa ordinare.

Le colonne di un inventario che funziona

La struttura è la parte più importante: una tabella confusa diventa inservibile dopo due settimane. Le colonne che uso sempre sono otto, e ognuna ha un ruolo preciso.

  • Codice: l’identificativo univoco dell’articolo. Serve a collegare l’inventario ad altri fogli (ordini, vendite, listino) senza ambiguità.
  • Prodotto: la descrizione leggibile.
  • Giacenza iniziale: quanto avevi all’apertura del periodo o dell’ultimo inventario fisico.
  • Carichi: quanto è entrato (acquisti, resi da clienti).
  • Scarichi: quanto è uscito (vendite, resi a fornitori, scarti).
  • Giacenza attuale: il dato calcolato, quello che conta davvero.
  • Scorta minima: la soglia sotto la quale devi riordinare.
  • Valore: quanto vale la giacenza a prezzo di costo.

Ti consiglio di trasformare l’intervallo in una tabella vera di Excel (dal menu Inserisci, Tabella): le formule si estendono automaticamente alle nuove righe e non rischi di dimenticarne una.

Un esempio concreto

Vediamo una tabella di partenza per un piccolo negozio di ferramenta. I prezzi sono di costo, non di vendita, perché il magazzino si valorizza a quanto ti è costato l’articolo.

Codice Prodotto Giac. iniziale Carichi Scarichi Giac. attuale Scorta min. Prezzo unit.
FER001 Viti 4×40 (conf. 100) 50 30 62 18 20 2,50 €
FER002 Trapano avvitatore 18V 8 4 5 7 3 78,00 €
FER003 Metro a nastro 5 m 40 0 28 12 15 4,20 €
FER004 Silicone trasparente 25 50 40 35 20 3,90 €

Già a colpo d’occhio si vede che le viti (18 contro una scorta minima di 20) e i metri a nastro (12 contro 15) sono sotto soglia. Ma “a colpo d’occhio” funziona con quattro righe, non con quattrocento: è qui che entrano le formule.

Calcolare la giacenza attuale

La giacenza attuale è il cuore del foglio: quanto avevi, più ciò che è entrato, meno ciò che è uscito. Se la giacenza iniziale è in C2, i carichi in D2 e gli scarichi in E2, la formula in F2 è:

=C2+D2-E2

Per le viti dell’esempio: 50 + 30 – 62 = 18 pezzi. Trascini la formula su tutte le righe e la colonna si aggiorna da sola ogni volta che modifichi un carico o uno scarico.

Nei magazzini più movimentati conviene non scommare a mano carichi e scarichi, ma tenere un foglio dei movimenti (una riga per ogni entrata o uscita) e totalizzare per codice con la funzione SOMMA.SE. La giacenza di un articolo il cui codice è in A2 diventa allora:

=C2+SUMIF(Movimenti!B:B,A2,Movimenti!C:C)-SUMIF(Movimenti!B:B,A2,Movimenti!D:D)

La prima parte somma tutti i carichi di quel codice, la seconda tutti gli scarichi: la differenza, aggiunta alla giacenza iniziale, è la disponibilità reale.

L’avviso automatico di riordino

Il valore aggiunto di un inventario in Excel è dirti quando riordinare, senza che tu debba controllare riga per riga. Aggiungi una colonna Stato che confronta la giacenza attuale con la scorta minima. Se la giacenza è in F2 e la scorta minima in G2:

=IF(F2<G2,"DA RIORDINARE","OK")

Abbinaci una formattazione condizionale che colori di rosso le celle “DA RIORDINARE” e avrai, in un colpo d’occhio, l’elenco di tutto ciò che sta per finire. È il momento in cui l’inventario smette di essere un semplice elenco e diventa uno strumento di gestione. Per un conteggio rapido in cima al foglio, conta quanti articoli sono sotto soglia con la funzione CONTA.SE:

=COUNTIF(I2:I500,"DA RIORDINARE")

Valorizzare il magazzino

Sapere quanti pezzi hai è metà del lavoro; l’altra metà è sapere quanto valgono. La colonna Valore moltiplica la giacenza attuale per il prezzo unitario. Se la giacenza è in F2 e il prezzo in H2:

=F2*H2

Per i trapani dell’esempio: 7 × 78,00 € = 546,00 €. Il totale del valore di magazzino, in fondo alla colonna, è una semplice somma con la funzione SOMMA:

=SUM(J2:J500)

Questo numero ti dice quanto capitale hai immobilizzato in scorte. Un valore troppo alto rispetto al fatturato spesso significa che stai comprando più di quanto vendi.

FIFO o costo medio?

Un punto su cui mi fermo sempre con le aziende che seguo: a quale prezzo valorizzo, se ho comprato lo stesso articolo a costi diversi nel tempo? Le due strade più comuni sono il FIFO (First In First Out: si scarica prima la merce comprata per prima, quindi il valore residuo riflette gli acquisti più recenti) e il costo medio ponderato (si fa una media dei prezzi d’acquisto pesata sulle quantità). Per una PMI con prezzi abbastanza stabili, il costo medio è più semplice da gestire in Excel e dà risultati onesti; il FIFO è preferibile quando i costi variano molto e quando lo richiede il regime contabile. L’importante è scegliere un metodo e usarlo in modo coerente per tutto l’anno.

Passi per costruire l’inventario

  1. Crea le otto colonne descritte e convertile in tabella Excel dal menu Inserisci.
  2. Inserisci codici, descrizioni, giacenze iniziali, scorte minime e prezzi unitari di costo.
  3. Nella colonna Giacenza attuale scrivi =C2+D2-E2 e trascinala fino in fondo.
  4. Nella colonna Stato scrivi =IF(F2<G2,"DA RIORDINARE","OK") per l’avviso di riordino.
  5. Nella colonna Valore scrivi =F2*H2 e in fondo metti =SUM(J2:J500) per il totale.
  6. Applica la formattazione condizionale: rosso sullo stato “DA RIORDINARE”.
  7. Registra ogni giorno carichi e scarichi e, una o due volte l’anno, allinea con l’inventario fisico.

Errori comuni

Contare due volte lo stesso movimento. Capita quando registri un carico nella colonna Carichi e poi, per sbaglio, aggiorni anche la giacenza iniziale. Tieni un solo punto di inserimento per ogni movimento: giacenza iniziale fissa, e tutto il resto in Carichi/Scarichi.

Non aggiornare in tempo reale. Un inventario aggiornato “a fine settimana” è inutile proprio nei momenti in cui serve. Registra i movimenti quando avvengono, anche con il telefono, altrimenti la giacenza a video non corrisponde a quella sullo scaffale.

Confondere quantità e valore. Avere 200 pezzi non significa avere 200 euro di magazzino. Tieni separate la colonna delle quantità e quella del valore: rispondono a due domande diverse (cosa riordino vs quanto capitale ho fermo).

Non impostare la scorta minima. Senza una soglia, l’avviso di riordino non scatta mai e ti accorgi della rottura di stock solo quando un cliente chiede l’articolo. Imposta la scorta minima in base ai tempi di consegna del fornitore e alle vendite medie.

Domande frequenti

Excel è adatto a un magazzino con migliaia di articoli?

Per qualche migliaio di codici Excel se la cava benissimo. Oltre quella soglia, o se più persone devono aggiornare l’inventario contemporaneamente, conviene valutare un gestionale dedicato. Per la maggior parte delle piccole e medie imprese, però, un foglio ben fatto è più che sufficiente e costa zero.

Come gestisco i lotti e le scadenze dei prodotti?

Aggiungi una colonna con la data di scadenza del lotto (in formato gg/mm/aaaa) e applica una formattazione condizionale che evidenzi i prodotti prossimi alla scadenza. È particolarmente utile nel settore alimentare e in farmacia, dove la rotazione delle scorte è critica e un lotto scaduto è una perdita secca.

Devo fare comunque l’inventario fisico?

Sì, sempre. L’inventario in Excel riflette i movimenti che registri, ma cali, errori e ammanchi accadono. Un conteggio fisico periodico, da confrontare con la giacenza teorica, è l’unico modo per tenere il sistema aderente alla realtà. Le differenze che emergono ti dicono anche dove perdi merce.

Come collego l’inventario al listino senza riscrivere i prezzi?

Con una ricerca verticale (la funzione CERCA.VERT) recuperi descrizione e prezzo dal catalogo a partire dal codice, proteggendola con la funzione SE.ERRORE per non mostrare errori sui codici nuovi: =IFERROR(VLOOKUP(A2,Catalogo!A:C,3,FALSE),0). Così aggiorni i prezzi in un solo punto.

Un inventario tenuto bene in Excel ti fa risparmiare denaro su due fronti: meno capitale fermo in scorte inutili e meno vendite perse per articoli esauriti. Bastano una manciata di formule e l’abitudine di registrare i movimenti per trasformare il magazzino da incognita a risorsa sotto controllo. Comincia in piccolo, con gli articoli che muovi di più, e allarga il foglio man mano che prendi confidenza.

Francesca Galli
Scritto da
Francesca Galli
Redattrice esperta di Excel e produttività

Francesca Galli è redattrice e formatrice specializzata in Excel e produttività per il lavoro. Dopo anni passati a tradurre procedure complesse in istruzioni semplici per uffici amministrativi e studi professionali, oggi cura le guide di Excel Gestione: spiega passo dopo passo come usare ogni modello, cosa inserire e come interpretare i risultati, senza dare nulla per scontato.