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Gestione Registro Infortuni – Modello Excel Gratuito

Scarica il modello Excel gratuito per la gestione del registro infortuni: conforme agli standard italiani, con statistiche e guida pratica.

1 Aprile 2026
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Se gestisci la sicurezza in azienda lo sai bene: quando capita un infortunio, servono precisione, tempi rapidi e tracciabilità. Tra email, moduli e scadenze INAIL, il rischio di perdere un dettaglio è alto. Noi ci siamo passati affiancando RSPP e HR: file sparsi, note a mano, nessuna vista d'insieme. È proprio da queste difficoltà quotidiane che abbiamo creato il nostro Modello Excel gratuito per la gestione del Registro Infortuni.

È semplice, ma pensato come lo userebbe un safety manager. Un unico foglio per registrare i dati essenziali, un pannello di statistiche per capire dove intervenire e un foglio istruzioni per partire in pochi minuti. In Italia il registro infortuni cartaceo non è più obbligatorio dal 2015, ma un registro interno resta uno strumento chiave per ISO 45001, audit, Modello 231 e formazione mirata.

Abbiamo strutturato il modello con campi standard (data, ora, reparto, mansione, gravità, parte del corpo, giorni di prognosi, misure correttive) e convalidhe per ridurre gli errori. Le statistiche automatiche ti danno subito la distribuzione per reparto e gravità, l’andamento mensile e i giorni persi.

Non volevamo l’ennesimo foglio complicato. Volevamo qualcosa che si potesse aprire, capire e usare. Subito. E che, al tempo stesso, rispettasse le prassi italiane su privacy e formati data. Questo è il risultato del nostro lavoro sul campo.

Vantaggi di questo modello

  • Riduci gli errori con menu a tendina e formattazione guidata
  • Ottieni statistiche immediate su gravità, reparti e giorni persi
  • Centralizzi le informazioni per audit ISO 45001 e Modello 231
  • Rispetti i formati italiani (data gg/mm/aaaa, ora 24h)
  • Parti subito grazie al foglio istruzioni e a layout pronto stampa

Come utilizzare questo modello

Apri il file e vai su “Istruzioni”: in due minuti capisci come è organizzato. Poi passa al foglio “Registro Infortuni”. Inizia dall’intestazione: l’anno e la data di aggiornamento sono già impostati, così sai sempre a che punto sei. Quando si verifica un evento, compila le righe con i campi richiesti: data e ora dell’infortunio, cognome e nome, mansione, reparto e luogo. Usa le tendine per scegliere gravità e parte del corpo lesa: ti evita errori di battitura e mantiene il registro ordinato.

Non dimenticare la dinamica e le misure correttive: sono la vera miniera per prevenire i prossimi eventi. Inserisci la data di denuncia e il numero di protocollo quando disponibili: avere tutto nello stesso posto fa la differenza quando ti chiamano per un controllo. I “Giorni prognosi” alimentano automaticamente i grafici nel foglio “Statistiche”.

Quando hai inserito nuovi casi, apri “Statistiche”: i grafici si aggiornano e puoi filtrare per reparto o periodo. Se lavori in team, proteggi le celle strutturali e lascia editabili solo i campi dati. A fine mese esporta in PDF per il comitato sicurezza o la direzione: due clic e il report è pronto.

Funzionalità

Tre fogli dedicati: Registro Infortuni, Statistiche con grafici e KPI, Istruzioni operative
Convalide dati e menu a tendina su gravità, reparti e parti del corpo per coerenza e rapidità
Formattazione condizionale su gravità e giorni di prognosi per evidenziare le priorità
Dashboard con grafici a barre, torta e linee per trend, distribuzioni e giorni persi

Perché tenere un registro infortuni anche oggi

Dal 23 dicembre 2015 il registro infortuni cartaceo non è più obbligatorio in Italia (abrogazione collegata al D.Lgs. 151/2015). Oggi il cuore degli adempimenti è digitale: certificati medici telematici e comunicazioni a INAIL nei termini di legge (in genere 2 giorni dalla ricezione del certificato, 24 ore in caso di decesso). Eppure, nelle aziende che seguiamo, il registro interno resta uno strumento indispensabile. Perché? Perché il “Cruscotto Infortuni” di INAIL raccoglie gli eventi, ma non sostituisce la tua analisi interna: dinamiche, misure correttive, correlazioni con turni e reparti, verifiche post-intervento.

Un registro ben tenuto aiuta il RSPP a presentare evidenze in audit ISO 45001 e nei sistemi 231: tracciabilità delle azioni, registrazione delle cause, misurazione dell’efficacia. È la base per KPI solidi, per la formazione mirata e per sostenere piani di miglioramento continuo. In molte realtà, inoltre, un’analisi accurata degli infortuni e dei near miss contribuisce a dimostrare interventi di prevenzione validi anche per richieste di riduzione del tasso (es. OT23), quando pertinenti.

Per questo abbiamo progettato un modello Excel che non si limita a “fare elenco”, ma spinge all’azione. Dati strutturati, campi chiave standardizzati e un pannello di statistiche che evidenzia pattern e priorità. Una base semplice da cui costruire processi maturi di safety management.

Come strutturiamo il modello: campi, controlli e flussi

Il nostro foglio “Registro Infortuni” apre con un’intestazione chiara e l’anno di riferimento, utile per separare i periodi e archiviare. Le colonne seguono la logica operativa italiana: numero progressivo, data (formato gg/mm/aaaa), ora (24h), anagrafica essenziale del lavoratore (cognome, nome), mansione e reparto. Proseguiamo con luogo dell’evento, breve descrizione della dinamica, parte del corpo lesa e gravità. I “Giorni prognosi” alimentano indicatori chiave, mentre “Data denuncia” e “Protocollo” assicurano la tracciabilità degli invii all’INAIL. Chiudiamo con “Misure correttive” e “Note”, fondamentali per il riesame.

Per ridurre gli errori usiamo convalide dati: gravità, reparti e parti del corpo sono selezionabili da elenchi coerenti. La formattazione condizionale evidenzia i casi più critici (gravità alta o molti giorni di prognosi) e ti guida sulle priorità. Il foglio “Statistiche” raccoglie i dati e li mostra con grafici a barre, torta e linea per trend mensili: vedi subito dove si concentrano gli eventi e come stanno andando i giorni persi nel tempo.

Il flusso tipico che consigliamo è semplice: registrazione entro 24 ore dall’evento, aggiornamento quando arriva il certificato medico (giorni di prognosi e protocollo), revisione settimanale con RSPP/RLS per validare misure correttive. A fine mese, report alla direzione e pianificazione delle azioni. Questo ciclo breve e costante, facilitato dal modello, migliora decisioni e tempi di reazione.

Privacy e conformità (GDPR) nella registrazione degli infortuni

Gli infortuni coinvolgono dati personali e, talvolta, informazioni sanitarie. In Italia il trattamento è legittimo perché necessario per adempiere obblighi in materia di salute e sicurezza sul lavoro (art. 9(2)(b) GDPR e norme nazionali). Questo non significa inserire dettagli clinici inutili: al contrario, applichiamo il principio di minimizzazione. Nel modello teniamo solo ciò che serve alla gestione e all’analisi: dinamica, parte del corpo lesa e gravità, evitando diagnosi dettagliate.

Dal punto di vista pratico, consigliamo: limitare l’accesso al file a RSPP, HR e Datore di Lavoro; proteggere il foglio strutturale e, se necessario, impostare password; conservare il file in repository aziendali sicuri con versioning. Per i tempi di conservazione, allineatevi alla vostra policy e alle indicazioni di DPO e consulente del lavoro: molte aziende mantengono i registri per orizzonti coerenti con obblighi assicurativi, civilistici e audit (spesso diversi anni).

Infine, formati e localizzazione: date in formato italiano gg/mm/aaaa, ora 24h, etichette chiare e comprensibili per facilitare esercizio dei diritti e audit interni. Il nostro modello è pensato per calarsi nelle pratiche italiane senza frizioni.

Dai dati alle decisioni: KPI e analisi per la sicurezza

Il valore del registro sta nella capacità di trasformare eventi in decisioni. Per questo abbiamo predisposto una dashboard che mette in luce tre aspetti: distribuzione per gravità (per capire dove intervenire subito), ripartizione per reparto (per allocare risorse) e trend mensile dei giorni di prognosi (per misurare l’impatto). Con pochi adattamenti puoi calcolare anche indicatori classici come Indice di Frequenza (IF) e Indice di Gravità (IG): basterà aggiungere le ore lavorate e utilizzare formule Excel. Nelle aziende che seguiamo, questo passaggio fa scattare la conversazione giusta con la direzione.

Consigliamo di leggere i grafici con occhio critico: un picco in un mese può dipendere da un singolo evento grave; guardate il trend trimestrale. Se un reparto emerge con più casi, incrociate con i turni e le mansioni: spesso il fattore tempo (inizio turno, fine settimana) racconta più del reparto in sé. E non fermatevi all’infortunio: registrate anche i near miss nello stesso foglio (sezione Note) per anticipare i rischi.

L’obiettivo non è fare burocrazia, ma prevenzione. Un registro ordinato, aggiornato e letto con metodo porta a formazione mirata, manutenzioni giuste, DPI adeguati e, in ultima analisi, meno infortuni. È qui che l’Excel smette di essere un file e diventa uno strumento di sicurezza.

Domande Frequenti

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Formato Excel (.xlsx)
Compatibile con Excel, Google Sheets
Prezzo Gratuito
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